Il 25 Gennaio 2006 si è svolto a Castelfranco Veneto, nella saletta
della Biblioteca comunale, un interessante incontro tra alcuni amministratori/ici,
alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione da una parte e i soci/e
e simpatizzanti dell’Associazione Cittadini e Cittadine per la pace dall’altra.
L’incontro, proposto ed organizzato da questa associazione, voleva chiamare
ad una riflessione ad alta voce gli amministratori, i consiglieri ed i pacifisti
di Castelfranco, per capire come, a partire dalla politica locale, costruire
la pace. L’esercizio “alto” della politica come prima opera
di pace è stato il senso dell’incontro, proposto nella breve introduzione
da Gianni Ferronato dell’associazione Cittadini/e per la pace. L’incontro
era stato proposto alla Sindaca di Castelfranco, Maria Gomierato nei mesi scorsi
ed era stato da lei accolto. Inoltre lei stessa aveva convocato i consiglieri
e gli amministratori. Erano presenti, oltre alla Sindaca, l’assessora
alla cultura Marilena Palleva, 4-5 consiglieri di maggioranza, 4-5 consiglieri
di minoranza, una ventina di soci e simpatizzanti dell’Associazione cittadini/e
per la pace.
L’attuale consiglio comunale di Castelfranco Veneto è composto,
dal Maggio 2005, da una maggioranza (18 consiglieri) di una lista civica con
riferimenti centristi, e da una minoranza (12 consiglieri) distribuita in tre
liste, una di centro sinistra, una di centro destra e una di Forza Italia.
Gran parte dell’incontro ha ruotato intorno all’esperienza di Graziella
Borsatti, Sindaca di Ostiglia (MN) dal 1990 al 2004, invitata dall’Associazione
Cittadini per la pace proprio perché aveva colto nel suo amministrare
un esercizio “alto” della politica. La prima cosa che ci ha comunicato
Graziella è stato il sentimento di parzialità (non di parte)
con cui fin dall’inizio ha esercitato il suo mandato. “Io non sono
il tutto, io non sono il bene comune, ho solo un mandato pro tempore”.
Ne consegue immediatamente la necessità vitale dell’ascolto e
dello scambio con chi è differente e poi la responsabilità che
porta chi ha il compito di decidere per la comunità. Responsabilità che
non può essere scaricata appellandosi all’ampiezza del consenso
ricevuto. Responsabilità che rinvia ad una reale possibilità degli
elettori/trici di giudicare a fine mandato, ma anche che sgrava chi amministra
da quel sentimento di onnipotenza per cui gli errori diventano colpe.
L’intervento di Graziella Borsatti ha mostrato, in particolare, come
l’esercizio dell’ascolto vero delle posizioni politiche diverse
dalla propria genera un’autorità che viene riconosciuta anche
se poi le decisioni che si vanno a prendere sono diverse da come si aspettava
chi era in minoranza. Un’autorità che non distrugge la relazione,
perché non demonizza l’altro, perché motiva, spiega il
perché di una scelta, perché svela il vero nome dei conflitti
che stanno dietro ad una differenza. Un’autorità che sfugge alle
rappresentazioni del teatrino della politica dove sulla scena si combatte aspramente
e fuori scena si va a braccetto. Un’autorità che proprio per questo
mette i cittadini/e nella possibilità di giudicare l’operato dell’amministratore.
Un’autorità che è più nella natura delle donne e
che può manifestarsi solo se le donne “i pantaloni, se anche li
portano (sono così comodi), almeno non li portano in testa”.
Interessante la soluzione che ha adottato Graziella Borsatti quando i pacifisti
di Ostiglia le hanno chiesto di mettere la bandiera arcobaleno davanti al municipio,
richiesta che a suo tempo anche i pacifisti di Castelfranco avevano fatto alla
loro Sindaca: “Ho esposto la bandiera dal balcone di casa mia, verrò a
manifestare con voi come Graziella Borsatti ma, come Sindaca di Ostiglia, non
esporrò la bandiera davanti al Municipio. Una legge lo vieta”.
La cosa ha un po’ spiazzato noi pacifisti. Interessante
anche l’intervento di Bernardino Spalliviero,
consigliere di minoranza del centro-sinistra, il quale notava come anche nell’esercizio
della politica dalla parte della minoranza sia sempre più importante
l’opera
di smascheramento dei falsi conflitti che separano le parti e di “svelamento” dei
veri conflitti che marcano le differenze politiche.
Non sono mancati dei punti problematici, come quelli sollevati da Livio Frattin,
capogruppo della minoranza di centro sinistra, sul ruolo dei partiti. Era inevitabile
che l’esperienza di Graziella Borsatti sollevasse degli interrogativi
sul ruolo dei partiti. Infatti al primo mandato era stata eletta in una lista
di partito (PDS) pur nella contrattazione di una sua autonomia, ma poi si era
affrancata varando nei mandati successivi, con Licia Magnani (DC) come vicesindaca,
una delle prime amministrazioni “da compromesso storico”, ma sganciata
dai partiti ed espressione di autorità femminile.
Nel suo intervento, la Sindaca di Castelfranco ha cercato di spiegare soprattutto
le difficoltà del governare. Inoltre ha detto di aver indicato la saletta
della biblioteca, e non la sala consigliare come luogo di questo incontro,
per rendere più facile un dialogo oltre la logica degli schieramenti.
Una consigliera di minoranza, manifestando apprezzamento per questo incontro,
ha sottolineato il valore formativo di eventi simili,
suggerendo implicitamente di proseguire.
All’incontro erano presenti anche Marco Cazzaniga, Adriana Sbrogiò,
Elsa Confortin, Luisella Conti (Assessora ai servizi sociali del comune di
Mirano) tutti componenti dell’Associazione culturale “Identità e
Differenza” di Spinea (VE), in quanto parte del tessuto di relazioni
all’interno del quale è maturata anche l’esperienza politica
di Graziella Borsatti. Erano stati invitati da Gianni Ferronato che partecipa
sia a questa associazione sia a quella della pace di Castelfranco.
Incontri come questo, od incontri simili promossi a Spinea e a Mirano dall’associazione “Identità e
Differenza” mostrano come sono possibili dei luoghi, “i preziosi
luoghi accanto” per riprendere un’espressione di Graziella Borsatti,
in cui si possa fare ciò che non si fa o non si fa più nei consigli
comunali, nei consigli di amministrazione, nei parlamenti: parlarsi, dirsi
in verità, ascoltare senza pregiudizi. Senza finzioni, senza buonismi,
senza guerra.
Da segnalare che Graziella Borsatti ha voluto che il rimborso spese a lei destinato
dall’Associazione cittadini/e per la pace, promotrice dell’incontro,
venga destinato invece, in parti uguali, alle due associazioni, Cittadini/e
per la pace e “Identità e Differenza”.
Castelfranco Veneto 01/02/2006