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Una modalità attraverso cui si trasmettono anche alle giovanissime generazioni le conquiste delle donne e il sapere femminile

Nell’ambito del progetto ARTE E SCUOLA - Donna ieri Donna oggi - condotto dall’ins. di Economia Aziendale Santina Ricupero e dall’ins. di lettere Donatella De Pieri , sono intervenute: l’Assessora alle Politiche sociali, Cittadinanza delle donne e cultura delle differenze del Comune di Mirano Luisella Conti e Adriana Sbrogiò , presid. dell’Assoc. Culturale-Politica “Identità e Differenza” di Spinea VE, su

60 anni di voto e Il movimento delle donne – La vera rivoluzione non violenta

Alunne/i della classe 4° B ragionieri - Istituto Tecnico Commerciale: “8 Marzo”- Mirano (VE)

Riflessioni e commenti:

Casarin Chiara: Questo incontro è stato molto interessante e ci ha fatto riflettere. Infatti è emerso il fatto che tutte le istituzioni sono fatte per gli uomini, e ci ha colpito il fatto che le cariche più alte e importanti sono nominate al maschile. Basti pensare anche al linguaggio quotidiano, in cui viene generalizzata la distinzione tra uomo e donna, portando tutto al maschile.
Inoltre abbiamo appreso che la tutela della donna è inferiore rispetto a quella dell’uomo.
Abbiamo constatato che le due signore erano veramente convinte dei loro ideali, e che lottano per qualcosa in cui credono, cercando di coinvolgere altre persone.

Deganello Cristina: Giovedì 16 febbraio 2006 si è svolto l’incontro con Luisella Conti e Adriana Sbrogiò per approfondire il tema della figura femminile e della sua emancipazione.
Ciò che mi ha colpita maggiormente è stata la spiegazione riguardo la storia della posizione della donna nel diritto italiano ed in particolare il fatto che essa abbia raggiunto la parità giuridica recentemente rispetto ad altri Paesi, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, dove il movimento femminista aveva ottenuto il diritto di voto già alla fine dell’Ottocento.
Altro punto molto interessante è stato il confronto tra la percentuale di rappresentanza politica femminile in Italia (in cui è circa l’8%) e stati come il Pakistan e l’Afghanistan (dove raggiunge il 20%).
Mi ha sorpreso che ciò avviene perché così tali paesi ricevono delle sovvenzioni dall’UE.
Istruttiva è stata la spiegazione della differenza tra il termine “emancipata”, che indica una donna la quale ha raggiunto un determinato livello d’indipendenza sul piano economico sociale e vuole la parità dei diritti, e la parola “emancipato” che si riferisce all’uscita da una condizione di subordinazione in cui si possono trovare individui o gruppi di uomini (ad esempio i servi della gleba).
Un ulteriore aspetto trattato è stato la differenza delle retribuzioni tra un uomo e una donna che svolgerebbe la medesima mansione, nella stessa impresa, a parità di livello.
Non molti anni fa il salario delle donne era nettamente inferiore. Oltre a ciò, tuttora, fra le clausole di alcuni contratti di lavoro specie quelli a livelli dirigenziali, la donna sottoscrive che non avrà figli in quanto ciò comporterebbe trascurare il proprio impiego.
L’incontro si è animato con il dibattito finale riguardo alle diversità tra maschi e femmine, ad esempio nei gusti per i film e nei modi di divertirsi, e gli stereotipi femminili.
La discussione ci ha coinvolti tutti, in particolare il gruppo dei ragazzi che, a mio parere, non sono mai stati molto attivi nel progetto.
L’unico aspetto che non condivido, in quanto giudico troppo esagerato, è il fatto che, essendo il nostro linguaggio “maschile”, bisognerebbe abituarsi a distinguere i due sessi cominciando dal parlato quotidiano.
L’assessora ha affermato che esiste, ad esempio, il termine “professore” ma non “professora”, oppure “presidente” o “imperatore” che cambiandone il genere non diventano “presidenta” o “imperatora”.
Secondo me la versione femminile italiana e cioè “professoressa”, “presidentessa” o “imperatrice” denotano già il sesso a cui si riferiscono e non tolgono valore alla persona, anzi.
Mi piacerebbe proseguire l’esperienza vissuta con altri incontri, in cui magari fosse dato più spazio al dibattito, avendo ora le nozioni base sull’argomento.

Attolino Giorgia: L’incontro è iniziato nel modo migliore perché è stata tracciata l’evoluzione sociale della donna nella storia, in particolare nell’ultimo secolo. È stato utile il fatto che sono state chiarite le idee sui diritti che le donne hanno nel mondo del lavoro, e di sicuro ha arricchito il conoscere la condizione della donna qualche decennio fa, come ad esempio, la possibilità dell’imprenditore di licenziare una dipendente qualora quest’ultima decidesse di sposarsi.
Sicuramente oggigiorno non è facile per una donna scegliere tra carriera lavorativa o dedicarsi solamente alla famiglia, ma questa scelta, grazie alle conquiste sociali, è diventata più facile. Ha anche colpito il fatto che nel corso della storia, quando vi erano conquiste in ambito sociale, fino alla metà del secolo scorso i protagonisti sono stati gli uomini. E questo spinge a pensare perché spesso studiando la storia non ci si sofferma a pensare al fatto che gli uomini sono i volti principali.
È vero che l’influenza del passato nella letteratura, ad esempio, dove in maggioranza chi scriveva era UNO scrittore, ha portato ad una lingua in cui il neutro è il maschile. Dire “Il Presidente” bisogna ammettere che trasmette un’idea di maggior potere in confronto alla stessa parola rivolta al femminile e lo stesso vale per parole come “avvocato”, “ingegnere” o “notaio”; ma non è facile cambiare una lingua, ed è ancora più difficile cambiare modo di pensare cioè fare in modo che una parola dia l’idea di avere la stessa importanza al maschile come al femminile.
Infine, un altro aspetto importante è stato lo scoprire che per i lavori umili esiste una denominazione sia maschile che femminile, ad esempio “contadino” e “contadina”, man mano che il lavoro assume più prestigio, diventano sempre più rari i casi in cui ha una denominazione anche femminile.
Di sicuro è stato utile un incontro tale perché ci ha arricchiti e ha permesso di migliorare le nostre conoscenze sulla condizione della donna, passata e attuale.

Bonaventura Francesca - Stevananto Elisa: L’incontro con l’Assessora, come lei stessa ama sottolineare, ci ha fatto aprire gli occhi su particolari quotidiani che mettono in risalto la figura dell’uomo “svalutando” così le donne. I termini che usiamo tutti i giorni sono al maschile e, in un’epoca moderna come la nostra, sono ancora diffusi molti stereotipi femminili. Personalmente non diamo ancora molto peso a questi aspetti forse perché ormai sono diventati un’abitudine o perché, noi nuove generazioni, non abbiamo tastato con mano cosa vuol dire la disparità tra i sessi e quanto possa essere importante sottolineare queste “sottigliezze”. Nei posti di lavoro, agli uomini, sono sempre stati affidati ruoli di rilievo data la loro immagine che, nei luoghi comuni, trasmette forza e sicurezza. Le donne, in compenso, hanno una grande virtù: volendo, possono adempiere ad ogni mansione, umile o di potere che sia, mentre per gli uomini è più difficile abbassarsi a livelli inferiori, poi ci sono sempre le eccezioni. La figura femminile, col tempo, ha perso il ruolo che le era stato affibbiato fin dall’antichità: doveva occuparsi del marito, della casa e dei figli ma, soprattutto negli ultimi anni, ha riscoperto le sue doti e la volontà di crearsi una carriera.
In questo incontro siamo anche andati oltre l’aspetto sociale per analizzare il rapporto madre-figlia fondato su amore e odio dato dal fatto che una non potrebbe vivere senza l’altra ma che, a volte, porta a scontri inevitabili. La madre, in quanto tale, installa un rapporto più profondo con i figli visto che, generalmente, è più presente del padre. Con il tempo però è diventata più una sorta di amica.

Maracani Stefania: L’incontro che abbiamo avuto con l’Assessora Luisa Conti è stato molto interessante perché abbiamo potuto discutere del ruolo della donna nella società e di come si è evoluto con il tempo. Abbiamo potuto discutere e confrontarci fra di noi su varie questioni, come ad esempio la donna nel mondo del lavoro. Su questo argomento abbiamo parlato molto perché è un tipico esempio di disparità tra uomo e donna; infatti molto spesso succede che la donna riceva uno stipendio minore rispetto all’uomo, anche se fa lo stesso lavoro, o che vengono licenziate in caso di gravidanza. Questa situazione oggi è meno diffusa rispetto ad una volta, ma esiste ancora. La donna è sempre stata vista come una persona che deve restare a casa e accudire i figli e se notiamo non si vedono quasi mai donne a “capo di qualcosa”; sono sempre gli uomini che hanno i ruoli più importanti ( ad esempio in politica). C’è stato anche un dibattito, a cui hanno partecipato anche i maschi, che riguarda i diversi gusti tra un uomo e una donna e abbiamo notato che ad esempio un genere di film, alle ragazze piace, mentre ai ragazzi no. Un’altra forma di discriminazione per la donna è il fatto di usare nel linguaggio comune termini che si riferiscono alla sfera maschile, come ad esempio assessore, presidente, preside, sindaco, uomini (riferito al genere umano) ecc.
Insomma da questo possiamo dire che la donna è da sempre stata discriminata, basti guardare quando hanno acquistato il diritto di voto. Oggi la discriminazione è meno evidente, quasi assente in Italia; ma se guardiamo, ad esempio, i paesi dell’Est, la donna non ha quasi nessun valore ed è subordinata all’uomo.

Vanzella Giorgia: L’incontro svolto il 16 febbraio. Si è occupato di discutere sulla figura femminile, con due esperte: Adriana Sbrogiò e Luisella Conti.
Gli aspetti che mi hanno colpito maggiormente sono:
- La diversità di significato del termine “emancipazione”, che ha per la figura maschile un significato positivo, mentre per quello femminile un significato quasi negativo.
- Un altro argomento anche se troppo esagerato dal mio punto di vista, è stato il verificare che nel mondo lavorativo, le cariche di maggior prestigio hanno genere maschile ad esempio: Il ministro, l’Assessore, il Presidente ecc.
- Sempre per quanto riguarda il lavoro, le donne occupano cariche di minore importanza degli uomini, basti vedere nella politica la scarsa presenza femminile.
- Le difficoltà della donna per acquistare tutti i diritti che oggi le spettano.
- Il fatto che sulla donna esistono tanti pregiudizi: “Donna al volante pericolo costante” ecc. a volte infondati.
- Il dibattito maschi e femmine è stato utile perché sono emersi concetti interessanti che svalutano e valorizzano la figura femminile.

Sabbion Elisa: Il 16 di febbraio, presso l’aula della 4b ragionieri, si è tenuto un incontro con l’assessora Luisella Conti e la signora Adriana Sbrogiò sull’evoluzione della figura femminile da ieri a oggi.
L’incontro è iniziato con la lettura di una scheda informativa con un cenno storico relativo alla nascita dei movimenti femministi che fecero del diritto di voto un obbiettivo di importanza decisiva per la conquista dell’emancipazione della donna.
Dopodichè noi studenti insieme anche alle insegnanti abbiamo parlato dell’evoluzione del ruolo della donna nel corso del tempo, di come essa è cambiata, e di come ancora oggi, in alcuni casi, essa è discriminata; in particolare abbiamo affrontato i seguenti punti:
- Discriminazione della donna nel lavoro: una volta, e in alcuni casi anche ai giorni nostri; le donne percepiscono uno stipendio più bassi rispetto agli uomini e possono essere licenziate in caso di gravidanza;
- La donna molto spesso è costretta a scegliere tra la famiglia e la carriera;
- Abuso sessuale nel luogo di lavoro;
- Nel linguaggio comune siamo abituati ad utilizzare termini che si riferiscono alla sfera maschile come ad esempio: “il presidente”, “l’assessore”, “i ragazzi”, “il preside” ecc..
- I pregiudizi sulla donna “deve dedicarsi esclusivamente alla cura dei figli e della casa”,”donna al volante pericolo costante”;
- Visione della donna nelle altre culture (islamica, ebraica…);
- Gusti diversi tra ragazzi e ragazzi sulla scelta dei film.
L’incontro a mio parere è stato molto coinvolgente e per niente noioso, in quanto abbiamo partecipato tutti, anche i ragazzi con entusiasmo; ci siamo scambiati opinioni diverse come anche pensieri, e abbiamo imparato cose nuove, che non si imparano sui libri di scuola che posssono essere molto utili sia dal punto di vista personale, sia per quanto riguarda il progetto relativo all’evoluzione del ruolo della donna da ieri a oggi, che stiamo portando avanti a livello di classe.

A cura di “Identità e Differenza”, Maggio 2006