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Il palazzo e la città

Pratiche di governo e di relazione nell'esperienza di una donna protagonista

Incontro con Graziella Borsatti
Sindaca di Ostiglia dal 1991 al 2004

di Carla Turola

Sabato 16 aprile 2005 a Mirano (VE) Graziella Borsatti è stata la protagonista di un incontro pubblico dove ha parlato della sua esperienza di sindaca di Ostiglia (MN) durata ben 14 anni. L'avvenimento è stato organizzato dalla nostra Associazione "Identità e Differenza", in collaborazione con l'Assessorato alla Cittadinanza delle Donne e Cultura delle Differenze - Commissione Pari Opportunità del Comune di Mirano e ha fatto seguito ad un "Laboratorio di autoformazione", diretto da Adriana Sbrogiò di "Identità e Differenza" , dal titolo "Donne Protagoniste - a partire da sè".

All'incontro erano presenti donne e uomini impegnate/i a vario titolo nella politica istituzionale-amministrativa e nella pratica politica di relazione.
Graziella Borsatti ha raccontato della sua esperienza e di come, fin dall'inizio, ha cercato i modi per espandere senza limiti la sua passione politica escludendo già da subito di farla coincidere semplicemente con l'istituzione e con "il palazzo". La politica vera è nella città - ha detto - nel vivere insieme di donne e uomini. E' solo a partire da queste vitali relazioni che si possono esprimere candidature che non siano finzioni, che non si riducano ad essere manovrate dai vari "burattinai" che si celano nelle strutture dei partiti, di ogni colore e tendenza. Come al solito Graziella Borsatti è stata molto esplicita. Dire la verità, destrutturare le faziosità riportandole ai veri nodi conflittuali, essere leale con sé stessa e con gli altri/e fino alle estreme conseguenze: questo è il tratto più caratteristico del suo profilo politico.

Per una donna, che voglia essere fedele a sé stessa e far capire che c'è un'altra visione del mondo al potere, è impossibile stare al governo se non in relazione almeno con un'altra donna (nel suo lungo percorso le è stata accanto l'amica e vicesindaca Licia Magnani proveniente da un diverso partito)
La sua è stata un'esperienza anche di fatica ma soprattutto di gioia, di soddisfazione di essere nel luogo dove si può decidere. Dove ha capito che le altre e gli altri, anche (forse soprattutto) attraverso le diversità e le differenze possono moltiplicare le possibilità del fare.

Le sue scelte sono state orientate verso il massimo coinvolgimento del consiglio comunale della cittadinanza:
- liberare le persone dalla necessità, non legarle alla riconoscenza verso la "bontà" di chi governa
- dare strumenti di giudizio perché le persone possano sentirsi individui e non "folla".
- discutere insieme sui criteri per utilizzare le risorse del paese non in base ai "numeri" (maggioranza e minoranza) ma in base ad uno scambio autentico e leale.
- facilitare, nella città, l'incontro tra le persone, aprendo ad altre fasce d'età i luoghi come le case per anziani e creandone nuovi come la casa della cultura che coinvolge l'intera comunità.

Il lungo percorso di Graziella Borsatti ha affinato la sua consapevolezza, di sé e del suo desiderio. Consapevolezza alla quale ha richiamato le donne che si impegnano nella politica, soprattutto quella istituzionale.
Una donna che vada al governo della città ha bisogno di starci tutta, non "a pezzi" e deve guardarsi dai criteri maschili di selezione delle donne che gli uomini mandano al potere.

L'ha aiutata molto la non pretesa di rappresentare tutto il paese, ma di esserne una parte, la consapevolezza che la diversità è relativa, che non c'è il bene da una parte e il male dall'altra, ma semplicemente ci sono sguardi diversi che vanno rispettati. Ma non transige sulla coerenza: non si possono fare i girotondi per la pace e poi agire i conflitti più distruttivi nei partiti e nelle istituzioni.
Nel suo governo ha fatto agire un'autorità femminile che ha detto agli uomini: "..sii felice, perché puoi vivere anche qualcosa di diverso da te.."