“Il libro racconta l’esperienza di 15 persone, tra cui donne e
uomini, credenti e laici, che per tre anni hanno compiuto un percorso di ricerca
e confronto su Dio. (nella foto, in un dipinto di F. Mola): smettendo di mettere
la parola Dio tra parentesi e vedendo come interagiva con le vite di ciascuno”.
Lo spiega Luisa Muraro insieme ad Adriana Sbrogiò, curatrici del libro “Il
posto vuoto di Dio” (Marietti), che viene presentato oggi al Centro Culturale
di Milano, con il Filosofo Costantino Esposito. Figura storica del femminismo
milanese, tra le fondatrici della “libreria delle donne”, Luisa
Muraro si è occupata a lungo della religione delle donne, sia con la
Comunità filosofica Diotima, sia con l’attività in libreria,
e anche in questo lavoro indaga la fede al femminile.
“
Dal libro emerge il dialogo tra i modi diversi di concepire la dimensione religiosa
di uomini e donne. La divinità, così come è percepita
dalle donne, è quella che aiuta l’umano, che incontra Dio nella
vita quotidiana, mentre la divinità vista al maschile è una costruzione,
una speculazione filosofica. Tra donne - dice Muraro - c’è meno
enfasi sul credere o non credere, e più interesse per l’altro”.
(Ida Bozzi)
IL POSTO VUOTO DI DIO.
Centro Culturale di Milano,
ore 18.15, sala di via Zebedia 2,
ingr. libero