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IL POSTO VUOTO DI DIO

Recensione di Lorenzo Cesco

Riunite nell' associazione dal significativo nome "Identità e differenza", una dozzina di amiche e con loro alcuni amici, da tempo si ritrovano in quel di Spinea a discutere e ricercare intorno al modo più rispondente al sentire femminile di far politica e di partecipare al vivere dei nostri giorni.
I loro incontri, le discussioni, i contrastanti pareri, i tormenti e le opinioni espresse nella ricerca che è stata dedicata alla presenza di Dio nella società odierna sono stati raccolti in un testo, scritto a più mani, sotto il titolo "Il posto vuoto di Dio".

Dopo un'attenta lettura di quel libro, riferirne nel dettaglio non appare compito agevole, tante essendo le sensibilità che emergono diverse nei modi e contenuti.
Risalta evidente comunque l'impegno ad esprimere liberamente il sentire di ognuno in un sempre proficuo confronto e dialogo, nel rispetto ed attenzione dei diversi atteggiamenti.

Comune è il riferimento ad un'educazione religiosa proposta in gioventù nei modi e nei riti tradizionali; comune è anche l'esperienza di un distacco da quella iniziale proposta messa in crisi nell'evolversi della crescita personale e determinata da molti fattori riferibili anche ai tanti mutamenti intervenuti nel tempo ed in particolare sul ruolo della donna nel vivere attuale.

Atteggiamento questo che non coinvolge le tre suore, attive e presenti nel gruppo che tuttavia si dedicano e riferiscono di iniziative innovative svolte senza interrompere il contatto con i rispettivi ordini religiosi.

Tra le varie esperienze e sensibilità pare di poter cogliere il riconoscimento, attribuito alla specificità femminile, all` “ansia" di donare, di servire, di aprirsi al prossimo ed alla vicinanza ai sofferenti con una dedizione assunta a valore.
Un sentimento questo che a ben vedere ripropone la presenza di Dio inteso appunto come dedizione/amore che tutto pervade. E di questo Dio che si riteneva abbandonato è presente un sorta di nostalgia; un Dio quindi che riappare e si ripropone.
Riaffiorano allora citazioni evangeliche rivisitate alla luce dei singoli vissuti nell'impegno politico, civile, sociale, di assistenza agli ultimi.

Confessa Adriana, una delle curatrici del libro che si riconosce donna di fede, ma laica e non praticante: "In me ha agito ed agisce ancora 1a fede di mia madre, quella che chiamo Bauca, 1a fede dei semplici, quella che mi fa serena nell'attesa". Significativamente più avanti dirà:" Mi tiene in vita l'amore, quello di mia madre e quello di chi sento vicino, ciascuno a modo suo, uomini e donne che sento essere parte degli infiniti modi di amare. Non sono mai acquietata, però".
Inquietudine la sua, ben presente sia pur in modi diversi e particolari nei vari scritti. Un sentire che può ben ricondurre a Dio, il cui posto si pretenderebbe fosse vuoto.

Ma così non deve essere, anzi si può affermare che Dio ben occupa un posto tra di loro e sta proprio nella loro ansia di ricercare.

Marghera 19 dicembre 2006

Lorenzo Cesco

"Il posto vuoto di Dio", a cura di LUISA MURARO e ADRIANA SBROGIO’, Marietti 1820, Genova-Milano, 2006, pp. 245, € 18,00.