Riunite nell' associazione dal significativo nome "Identità e
differenza", una dozzina di amiche e con loro alcuni amici, da tempo si
ritrovano in quel di Spinea a discutere e ricercare intorno al modo più rispondente
al sentire femminile di far politica e di partecipare al vivere dei nostri
giorni.
I loro incontri, le discussioni, i contrastanti pareri, i tormenti e le opinioni
espresse nella ricerca che è stata dedicata alla presenza di Dio nella
società odierna sono stati raccolti in un testo, scritto a più mani,
sotto il titolo "Il posto vuoto di Dio".
Dopo un'attenta lettura di quel libro, riferirne nel dettaglio non appare
compito agevole, tante essendo le sensibilità che emergono diverse nei
modi e contenuti.
Risalta evidente comunque l'impegno ad esprimere liberamente il sentire di
ognuno in un sempre proficuo confronto e dialogo, nel rispetto ed attenzione
dei diversi atteggiamenti.
Comune è il riferimento ad un'educazione religiosa proposta in gioventù nei modi e nei riti tradizionali; comune è anche l'esperienza di un distacco da quella iniziale proposta messa in crisi nell'evolversi della crescita personale e determinata da molti fattori riferibili anche ai tanti mutamenti intervenuti nel tempo ed in particolare sul ruolo della donna nel vivere attuale.
Atteggiamento questo che non coinvolge le tre suore, attive e presenti nel gruppo che tuttavia si dedicano e riferiscono di iniziative innovative svolte senza interrompere il contatto con i rispettivi ordini religiosi.
Tra le varie esperienze e sensibilità pare di poter cogliere il riconoscimento,
attribuito alla specificità femminile, all` “ansia" di donare,
di servire, di aprirsi al prossimo ed alla vicinanza ai sofferenti con una
dedizione assunta a valore.
Un sentimento questo che a ben vedere ripropone la presenza di Dio inteso appunto
come dedizione/amore che tutto pervade. E di questo Dio che si riteneva abbandonato è presente
un sorta di nostalgia; un Dio quindi che riappare e si ripropone.
Riaffiorano allora citazioni evangeliche rivisitate alla luce dei singoli vissuti
nell'impegno politico, civile, sociale, di assistenza agli ultimi.
Confessa Adriana, una delle curatrici del libro che si riconosce donna di
fede, ma laica e non praticante: "In me ha agito ed agisce ancora 1a fede
di mia madre, quella che chiamo Bauca, 1a fede dei semplici, quella che mi
fa serena nell'attesa". Significativamente più avanti dirà:" Mi
tiene in vita l'amore, quello di mia madre e quello di chi sento vicino, ciascuno
a modo suo, uomini e donne che sento essere parte degli infiniti modi di amare.
Non sono mai acquietata, però".
Inquietudine la sua, ben presente sia pur in modi diversi e particolari nei
vari scritti. Un sentire che può ben ricondurre a Dio, il cui posto
si pretenderebbe fosse vuoto.
Ma così non deve essere, anzi si può affermare che Dio ben occupa un posto tra di loro e sta proprio nella loro ansia di ricercare.
Marghera 19 dicembre 2006
Lorenzo Cesco
"Il posto vuoto di Dio", a cura di LUISA MURARO e ADRIANA SBROGIO’, Marietti 1820, Genova-Milano, 2006, pp. 245, € 18,00.