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IL POSTO VUOTO DI DIO

E' un libro questo vostro che mi ha fatto vivere questa parola, perchè la facevate accadere lì tra di voi…
di Donatella Franchi

Cara Adriana,
era da tanto che volevo scriverti, ma non trovavo mai il momento giusto.
Anche adesso non è il migliore, ma cercherò di concentrarmi per dirti almeno parzialmente il modo con cui ho accolto " Il posto vuoto di Dio".
Per prima cosa sono stata molto contenta della dedica che mi hai fatto, te ne ringrazio molto. E' stata una vera introduzione all'atmosfera che emana dal testo, che ho percepito subito come intensa circolarità amorosa.
Non vorrei sminuire l'intensità con cui ho vissuto questo vostro lavoro dicendoti che per me è stato anche un testo di "consolazione" nel senso più alto del termine, nel senso di togliere dall'afflizione, e "conforto", nel senso del rafforzare.
L'ho letto in modo un po' frammentato, la sera spesso, prima di andare a dormire, e mi rafforzava davvero lo spirito. Prima di tutto per la passione per l'ascolto reciproco, ascolto di se stessi e degli altri/e e del mondo, in un continuo reciproco risuonare.
Io non mi reputo credente, nel senso della fede, e trovavo questa parola "Dio" logorata o utilizzata come copertura per scopi spesso nefasti.
Nel modo di interrogarvi appassionatamente intorno alle vostre vite, partendo da questa parola, mi trovo invece profondamente coinvolta e risonante.
Quando Marco si chiede che cosa è questo Dio che ad esempio tu Adriana senti subito, qui e ora, Luisa risponde che è la fiducia in cui ci si iscrive reciprocamente, pur vedendo i limiti reciproci, fiducia che permette di vedere il di più dell'altro. Dio allora è la capacità di leggere la grandezza che si può trovare in ogni essere umano, e di averne fiducia.
Se tu mi dici che percepisci Dio nella relazione, nello scambio d'essere, nella gratuità anche, nella capacità di dono, allora dico, sì anche io sento questo. E' un posto che non bisogna riempire con qualcosa d'altro, deve essere sempre disponibile.
E' un libro questo vostro che mi ha fatto vivere questa parola, perchè la facevate accadere lì tra di voi, prendeva corpo nel senso letterale del termine, me la facevate sentire. Per questo le tue parole di dedica, scritte a mano, sono state per me una vera e propria introduzione, mi hanno condotta nello spirito del testo e nel suo significato; nominando la qualità della nostra relazione, dandomi fiducia e credito, l'hanno proiettata su un orizzonte più vasto, mi hanno aperto un varco, invitandomi a sedere insieme a voi. E io mi sono messa silenziosamente e appassionatamente in colloquio.
Vi ringrazio. Un abbraccio
Donatella