Cara Adriana,
era da tanto che volevo scriverti, ma non trovavo mai il momento giusto.
Anche adesso non è il migliore, ma cercherò di concentrarmi per
dirti almeno parzialmente il modo con cui ho accolto " Il posto vuoto
di Dio".
Per prima cosa sono stata molto contenta della dedica che mi hai fatto, te
ne ringrazio molto. E' stata una vera introduzione all'atmosfera che emana
dal testo, che ho percepito subito come intensa circolarità amorosa.
Non vorrei sminuire l'intensità con cui ho vissuto questo vostro lavoro
dicendoti che per me è stato anche un testo di "consolazione" nel
senso più alto del termine, nel senso di togliere dall'afflizione, e "conforto",
nel senso del rafforzare.
L'ho letto in modo un po' frammentato, la sera spesso, prima di andare a dormire,
e mi rafforzava davvero lo spirito. Prima di tutto per la passione per l'ascolto
reciproco, ascolto di se stessi e degli altri/e e del mondo, in un continuo
reciproco risuonare.
Io non mi reputo credente, nel senso della fede, e trovavo questa parola "Dio" logorata
o utilizzata come copertura per scopi spesso nefasti.
Nel modo di interrogarvi appassionatamente intorno alle vostre vite, partendo
da questa parola, mi trovo invece profondamente coinvolta e risonante.
Quando Marco si chiede che cosa è questo Dio che ad esempio tu Adriana
senti subito, qui e ora, Luisa risponde che è la fiducia in cui ci si
iscrive reciprocamente, pur vedendo i limiti reciproci, fiducia che permette
di vedere il di più dell'altro. Dio allora è la capacità di
leggere la grandezza che si può trovare in ogni essere umano, e di averne
fiducia.
Se tu mi dici che percepisci Dio nella relazione, nello scambio d'essere, nella
gratuità anche, nella capacità di dono, allora dico, sì anche
io sento questo. E' un posto che non bisogna riempire con qualcosa d'altro,
deve essere sempre disponibile.
E' un libro questo vostro che mi ha fatto vivere questa parola, perchè la
facevate accadere lì tra di voi, prendeva corpo nel senso letterale
del termine, me la facevate sentire. Per questo le tue parole di dedica, scritte
a mano, sono state per me una vera e propria introduzione, mi hanno condotta
nello spirito del testo e nel suo significato; nominando la qualità della
nostra relazione, dandomi fiducia e credito, l'hanno proiettata su un orizzonte
più vasto, mi hanno aperto un varco, invitandomi a sedere insieme a
voi. E io mi sono messa silenziosamente e appassionatamente in colloquio.
Vi ringrazio. Un abbraccio
Donatella