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IL POSTO VUOTO DI DIO

La Fermata del giorno prima

Un pubblico di persone che non si erano mai incontrate prima -universitari e componenti della libreria delle donne, credenti e atei- un'insieme di vere e proprie consonanze di esperienze e di posizioni umane differenti.
Così si presentavano in diretta le due ore di dialogo dell'incontro avvenuto al Centro Culturale di Milano tra i filosofi Luisa Muraro, Costantino Esposito e Adriana Sbrogiò (animatrice del gruppo veneto Identità e Differenza).
Presentando il libro "Il posto vuoto di Dio", che raccoglie una serie di dialoghi tra sedici componenti del gruppo, la Muraro ha rivendicato l'importanza di non occupare il posto vuoto lasciato da Dio con la politica, l'ideologia o con l'uomo, ma di mantenerlo per Dio, anche se non si è credenti.
Citando il suo maestro Gustavo Bontadini (famoso docente nella Un. Cattolica degli anni '50-'70) ha richiamato l'attualità della lezione di Sant' Anselmo -a lui così cara- di come oggi sia decisiva non la teoria o la dimostrabilità dell'esistenza di Dio ma piuttosto riconoscere la Sua "potenza significante", accorgersi del suo legame intrinseco con al realtà.
Il primo esempio di questo -ha sottolineato Esposito- siamo noi stessi: non è il sentimentalismo o la psicologia quell' "inquetudine" che caratterizza la posizione umana elementare ed autentica, ma la condizione stessa dell'io, come del resto ci dice Agostino quando afferma "Hai fatto il nostro cuore inquieto finchè non trovi riposo in Te".
Per Espositito il libro è un invito ad uscire dall'indefinito: non si parla direttamente di Dio ma dell'io, il posto vuoto è nell'io, anzi il posto vuoto è l'io con la sua inquetudine.
Di fronte alla debolezza o alla fatica di riconoscere queste evidenze esistenziali, perchè come dice la Muraro "siamo sotto la pressione di un regime culturale" è' riecheggiata allora la domanda di Eliot: "E' l'umanità che ha abbandonato la Chiesa o la Chiesa che ha abbandonato l'umanità?". La Muraro ha detto di stimare gli amici incontrati perchè il tentativo di dare un senso vivo alla fede è certamente un tentativo nobile, anche se poi li ha messi in guardia perchè a parer suo il disfacimento della cultura moderna ha avuto origine all'interno stesso della vita del cristianesimo, perchè la Chiesa ha iniziato a non aver più fiducia in Dio, fiducia nel cosmos; "è un collasso della fiducia nella bontà dell'esssere". Esposito ha detto che ciò è avvenuto perchè l'uomo ha perso il nesso logos-amore, in quanto: il significato è stato allontanato dalla vita e l'amore è stato ridotto a puro sentimento.
Dunque, se si può essere in fondo tutti d'accordo sul bisogno di Dio, la questione è invece capire quando e se "Dio c'entra", come diceva Cornelio Fabro. L'esempio più decisivo di ciò è quello cristiano, quando Dio ha deciso di intervenire offrendosi come Presenza.

Milano, 13 marzo 2007