CHI SIAMO

L'Associazione Culturale "Identità e Differenza" è nata a Spinea (VE) nel 1988 ed ha iniziato l'attività pubblica nel 1991. E' un'associazione culturale-politica e apartitica.

Siamo un gruppo di donne e uomini. Tra noi giocano molte differenze. Quella fondamentale è che siamo, appunto, donne e uomini. Sembra ovvio, persino banale, ma nel linguaggio e nelle rappresentazioni che circolano normalmente questa differenza viene sottintesa, taciuta, cancellata. Noi invece vogliamo significarla e quindi cerchiamo ed usiamo parole che la esprimano.
Abbiamo anche alcune cose in comune: soprattutto il desiderio di una "politica altra", perché quella che comunemente viene definita politica e viene praticata nei partiti e nelle istituzioni non corrisponde né ai nostri progetti né alle nostre pratiche.
Non a caso, infatti, la nostra associazione è sorta per opera di alcune donne che desideravano una politica che rispondesse al loro modo di stare al mondo in relazione con le altre e gli altri e al loro sapere, in ogni occasione, partire da sé e dal proprio desiderio profondo.

Possono partecipare ai lavori: semplici cittadine e cittadini, donne e uomini delle istituzioni laiche e religiose, della politica dei partiti, del governo e dell'amministrazione delle città. Altrettanti sono le interlocutrici e gli interlocutori.

"Identità e Differenza" è, nei fatti, una rete di relazioni, alcune molto forti, con aspetti anche di amicizia personale, altre centrate su un progetto politico e di ricerca, altre ancora di semplice conoscenza e di condivisione di alcune attività. Tutte però basate sulla pratica dello stare in relazione in maniera non strumentale, con nessun altro fine che la relazione stessa, luogo di comunicazione profonda e sincera.
Queste relazioni, di volta in volta, aprono spazi di ricerca e di politica, in luoghi privati come in luoghi pubblici, aprendosi alle cittadine e ai cittadini attraverso l'organizzazione di Laboratori, Incontri-scambio, Convegni e Mostre, Percorsi Comunicativi e un Foglio periodico per la circolazione di testi.
Negli anni hanno saputo far interagire soggettività diverse e differenti e si è constatato che è possibile re-interpretare i conflitti in modo che non siano distruttivi, in quanto si è scelto di farli diventare oggetto di ricerca e momenti di scambio e perciò possibilità di ulteriori riflessioni e approfondimenti.

Se il confliggere non significa guerra, ma necessità di un di più di volontà di mediazione e di parola politica, le cause e gli elementi del conflitto possono diventare strumenti per una maggiore conoscenza di sé, dell'altra/o e delle situazioni. Così diventa possibile poter affermare la propria verità senza negare quella dell'altro/a.
" Confliggere senza distruggere" è un'arte difficilissima che impariamo con pazienza e con fiducia.
Attraverso tali pratiche, siamo riuscite/i, parecchie volte, ad "allargare l'ambito del possibile" e a fare "azioni preventive di pace", a divulgare una cultura politica "altra" di civile convivenza e di pace.