Nel 1991 noi donne incontrammo il pensiero della differenza
sessuale attraverso la lettura dell'Ordine simbolico della madre di
Luisa Muraro e la rivista Via Dogana della Libreria delle donne di
Milano.
I pochi uomini rimasti (gruppo B) vennero coinvolti nella lettura di
testi del pensiero della differenza sessuale a partire dai libri
scritti dalle filosofe di Diotima e da altre.
Da allora le donne e gli uomini dell'associazione iniziarono un cammino
in cui le relazioni, la ricerca e lo scambio sono fondati per
ciascuna/o sul vivere la propria differenza che può e continua ad
essere nominata e riconosciuta nelle parole e nelle pratiche.
Sono relazioni prevalentemente di donne, ma anche di donne e uomini. Gli uomini, che sono aumentanti di numero, riflettono su di sé e hanno interesse per il pensiero della differenza sessuale e per la sua pratica. Questi uomini, inoltre, non hanno difficoltà a riconoscere l'autorità femminile e la competenza simbolica di quelle donne che comunicano e praticano una politica altra.
Politica delle relazioni: unificare senza confondere
Oggi, "Identità e Differenza" è, nei fatti, una rete di relazioni, alcune molto forti, con aspetti anche di amicizia personale, altre centrate su un progetto politico e di ricerca, altre ancora di semplice conoscenza e di condivisione di alcune attività. Tutte però basate sulla pratica dello stare in relazione in maniera non strumentale, con nessun altro fine che la relazione stessa, luogo di comunicazione profonda e sincera.
Queste relazioni che sono molto creative e attive, di volta in
volta, aprono spazi di ricerca e di politica, in luoghi privati come in
luoghi pubblici, aprendosi alle cittadine e ai cittadini attraverso
organizzazione di Laboratori, Incontri-scambio, Convegni e Mostre ,
Percorsi Comunicativi e un Foglio periodico per la circolazione di
testi.
Attraverso queste attività sono nate relazioni con donne e uomini di
diverse provenienze culturali e politiche e così nei laboratori ci
troviamo a confrontarci ed elaborare con insegnanti, casalinghe, suore
amministratrici e amministratori delle istituzioni pubbliche e
partitiche, religiose, ecc.
E' di forte interesse per tutte/i sviluppare, attraverso il
dialogo e lo scambio, quella creatività politica che permette di
inventare pratiche e azioni inedite e insieme, donne e uomini,
realizzare e fare emergere un modo altro di fare politica, quello che
fa esserci con il potere dell'amore.
Abbiamo preso sul serio le pratiche politiche: del partire da sé, dal
proprio desiderio profondo e dalla propria esperienza e sapere, dello
stare in relazione per scambiare tutto ciò, ma anche per progettare e
agire e proporre queste modalità di stare al mondo, nei luoghi della
città e dei territori dove nascono e coltiviamo nuove relazioni.
Insieme, negli anni, abbiamo saputo far interagire
soggettività diverse e differenti e abbiamo constatato che è possibile
re-interpretare i conflitti in modo che non siano distruttivi, in
quanto abbiamo scelto di farli diventare oggetto di ricerca e momenti
di scambio e perciò possibilità di ulteriori riflessioni e
approfondimenti.
Abbiamo cercato che la mediazione creativa d'amore fosse a fondamento
delle nostre azioni politiche-culturali e per questo ci spendiamo. Ci
fa piacere quando donne e uomini della nostra associazione vengono
riconosciute/i per questa attività che è una risorsa scarsa e pertanto
preziosa, come tutte quelle risorse di grande valore e di cui non c'è
proprio abbondanza.
Pensiamo che se il confliggere non significa guerra, le cause
e gli elementi del conflitto possono diventare strumenti per una
maggiore conoscenza di sé, dell'altra/o e delle situazioni. Così
diventa possibile poter affermare la propria verità senza negare quella
dell'altro/a.
Attraverso questa pratica siamo riuscite/i, qualche volta, ad allargare
l'ambito del possibile e a fare azioni preventive di pace.
" Confliggere senza distruggere" è un'arte difficilissima che impariamo
con pazienza e con fiducia, anche se non mancano frustrazioni e
"cadute". Le difficoltà sono molte e il lavoro da fare non ha fine.
Lottiamo continuamente per non venire "lette/i" attraverso il simbolico
normalmente circolante e quindi diventa necessario inventare sempre
altre occasioni per darci nuove possibilità e libertà più ampie.
Scambio d'essere: punto di arrivo e un punto di rilancio
E' di fondamentale importanza stare sempre all'erta e pretendere che la differenza sessuale non venga cancellata o neutralizzata. Questo pericolo lo si corre anche all'interno della nostra associazione quando, in occasione di particolari discussioni, donne e uomini ricadono negli schemi della cultura dell'omologazione. Ci siamo accorte che è facile perdere quel guadagno di sapere acquisito nella consapevolezza della propria differenza sessuale.
E infatti ci tiene deste e ci dà energia proprio questo di più di sapere che, mentre ci fa sentire l'insufficienza di incontri in cui avviene solo uno scambio di idee e di riflessioni, fa sì che questi incontri siano costellati di contenuti ed esperienze di vita, di ricerca, di coraggio, di contrasto.
Pensiamo che questo è il guadagno di una libertà di esistere che crea spazi nuovi e modi nuovi nei quali inventare la vita e le relazioni, dove ciascuna/o è se stessa/o e non si sente minacciata/o da omologazioni più o meno imposte.
E' un guadagno, anche interiore, che si ottiene quando si sceglie di mettere in atto azioni di gratuità, perché la politica delle relazioni non strumentali scommette, prima di tutto, sulla possibilità di vivere con l'altra e l'altro un incontro dove avviene uno scambio d'essere.