Pratiche d'amore per una civiltà dello scambio tra donne e uomini.
Al punto in cui siamo arrivati sento che tocca a me dire qualcosa, avviare
lo scambio tra di noi, oggi. Molte/i sanno che non mi piace parlare in pubblico,
mi emoziono, mi confondo, vorrei dire tanto tutto, vorrei poter dare attenzione
a ognuno/a in modo particolare per la relazione che ho già o che vorrei
iniziare, vorrei che nessuna/o si sentisse trascurata/o; la mia tensione e
attenzione verso i singoli, ogni singola non mi permette di avere la capacità di
fare un discorso lineare concettuale chiaro. Mi tocca, mi è stato chiesto
di dire, ma sono agitata, ci provo e a voi chiedo di accogliermi come sono.
Ho in mente tante cose, ma non dirò tutto perché intendo consumare
meno tempo possibile per lasciare spazio agli scambi che avverrano tra di noi.
Come potete vedere dal programma, non c'è una serie di interventi già preparati
come si faceva qualche anno fa. Fin dallo scorso anno, abbiamo accolto il consiglio
di chi ci ha invitate/i ad organizzare questo convegno con l'attenzione a lasciare
il tempo perché ogni partecipante, se lo desidera, trovi uno spazio
per dare la sua parola, il suo pensiero, un'analisi, la sua esperienza.
Non c'è solo la speranza che accada davvero qualcosa di nuovo che segni
questa nostra condivisione di spazio e di tempo, ma c'è anche il desiderio
che con energia e passione ci spinge a progettare non soltanto il possibile,
ma anche quello che spesso ci pare impossibile da realizzare: un nuovo orizzonte,
un cambiamento di civiltà, la civiltà delle relazioni di differenza,
dello scambio amorevole tra donne e uomini.
Il lavoro che stiamo facendo e che continueremo a fare, anche dopo questo incontro,
ha come finalità il mostrare, il far esistere la civiltà dell'amore.
Anzi vorrei dire: nominare ciò che già esiste di tale civiltà perché l'orizzonte
prenda corpo.
E' già accaduto qualcosa che ci ha fatte/i mettere in gioco, ciascuno/a
con la propria ricchezza, modalità e strumenti e con la consapevolezza
che il nodo da sciogliere sta proprio lì: nella relazione di differenza
e nella sua politicità.
Lo scorso anno ci siamo lasciati con due sollecitazioni importanti dirette
principalmente agli uomini, ma che non hanno lasciato quiete e tranquille nemmeno
le donne: quella di Chiara Zamboni che invitava gli uomini a fare chiarezza
sul proprio desiderio e a dare inizio ad un agire politico differente; e la
domanda diretta di Lia, sempre agli uomini, ai quali ha chiesto: che cosa intendete
fare per significare agli occhi dei vostri simili che vi siete spostati sulla
pratica di differenza?
Una folta presenza maschile
Oggi sappiamo che durante quest'anno sono maturate delle risposte. C'è stato
azzardo politico da parte di parecchi uomini che sono qui presenti e che ci
diranno la loro esperienza. Penso al loro impegno nella continua ricerca e
pratiche di comunicazione tra donne e uomini e alla fatica delle mediazioni
nel sociale dove tutti, in un modo o nell'altro, sono impegnati.
Ho il desiderio di riascoltare, in questo luogo, gli uomini di "Identità e
Differenza", ma sono ancora più curiosa nei confronti dei quattro
uomini di Viareggio (Antonio Canova, Francesco Fazzini, Gianfranco Neri, Roberto
Sampietro) che mi riportano alle loro relazioni con le donne della Casa delle
donne di Viareggio, a partire da Ersilia e Patrizia che erano presenti lo scorso
anno; di quelli del gruppo uomini di Verona (alcuni, Mario Gritti e Andrea
Ravagnoli per la prima volta ad Asolo; altri, Vanni Bertolini, Giacomo Mambriani,
Umberto Varischio presenti anche l'anno scorso) tutti in relazione principalmente
con il nostro Gianni; di Stefano Sarfati di Milano che ci ha pure trovato una
sponsor che ci ha fornito il vino per il nostro rinfresco di questa sera; di
Beppe Pavan che è ad Asolo per la prima volta e che moltissime/i già conoscono
personalmente o per aver letto il giornaletto di Uomini in Cammino di Pinerolo;
di Alberto Leiss che sentiamo vicino alle donne e sollecito con gli uomini
da tantissimo tempo e che non ci ha fatto mancare la sua presenza neanche quest'anno,
e infine ma non ultimo, come si dice, sono curiosa e interessata a Marco Deriu
e al suo prossimo Convegno: TRA LIBERTÀ E DESIDERIO del 25 di questo
mese a Parma dove si parlerà di "Percorsi di Uomini e donne per
un altro rapporto tra i sessi". Convegno a cui parteciperanno parecchie/i
dei presenti e dove incontreremo amiche e amici che ci sono molto care/i e
che hanno altre volte partecipato agli incontri di Asolo.
"
Amore Conflitto e Azzardo politico" in pratica
Il titolo di questo Convegno è "Amore Conflitto e Azzardo Politico" perché abbiamo
individuato che sono gli elementi che sempre entrano in gioco nelle pratiche
di relazione di differenza. L'amore è strumento e fine della relazione
e il conflitto è inevitabile quando entrano in contatto due differenze.
L'azzardo politico inizia con la disponibilità e la capacità di
agire il conflitto per riuscire a far vivere la relazione di differenza. Agire
il conflitto vuol dire non togliersi la possibilità di stare in relazione.
E' proprio perché si privilegia la relazione che si è disposti
anche a sostenere il conflitto, l'alternativa è che per evitare il conflitto
si rinunci alla relazione.
Occorre "un di più di bene" per poter confliggere senza distruggere
e rilanciare la relazione, si diceva nel convegno di Asolo del 1999.
Un passo ulteriore dell'azzardo politico è far diventare pubblico questo
stare in relazione di uomini e donne consapevoli e rispettosi della loro differenza,
cioè far sapere che donne e uomini possono stare tra loro in relazione
in un modo altro rispetto a quello usuale corrente, e dare vita così ad
un nuovo e comune ordine simbolico.
L'amore della differenza è trasversale
Sono state le donne della differenza e in particolare quelle della libreria
delle donne di Milano e della redazione di Via Dogana che hanno avuto l'intuizione
che la questione fondamentale che riguarda uomini e donne sta proprio lì,
nella relazione di differenza. E' un dato di fatto che attraversa tutta l'umanità,
anzi le due umanità: quella maschile e quella femminile.
Ho avuto la chiara percezione di quanto fosse reale questa trasversalità e
quanto sia utile affrontarla con un azzardo politico e con la messa in pratica
di "un di più di bene" quando ho ascoltato Luisa Muraro che,
dopo l'11 settembre 2001, al Centro Candiani di Mestre ha detto che, "d'ora
in poi, tutto il guadagnato dalle relazioni con le donne lo si deve spendere
con gli uomini, se no non cambia niente al mondo".
Quelle parole sono risuonate nel mio cuore e nella mia mente come una premessa
al perdono e una promessa d'amore. Eliminare i sentimenti di rabbia, rancore,
risentimento, paura, indifferenza trasformandoli in dolore per la mancanza.
E' stato un momento di gioia e di presa di consapevolezza molto importante
per me, benché nei fatti io avessi sempre speso tanto nel ricercare
e stare in relazione con gli uomini.
Io, noi abbiamo preso sul serio quelle donne, abbiamo dato credito alle loro
parole anche perché si poteva finalmente intravedere un nuovo orizzonte
dove la relazione tra i sessi poteva avvalersi delle pratiche e della politica
delle donne.
Il rapporto di coppia e la relazione di differenza
Ho sperimentato che vivere la relazione di differenza vuol dire vivere il
cambiamento e innovarsi. A volte ci si trova di fronte a una relazione di cui
non ci si rende conto di quanto sia nuova e diversa perché il metro
di misura che abbiamo è quello che da sempre siamo abituati ad usare
per valutare la relazione uomo-donna.
La relazione di differenza consapevole è altro dalla relazione di coppia
vissuta in termini tradizionali. Per me la relazione di coppia uomo-donna avviene
tra due che si scelgono (magari chissà con quali condizionamenti), la
relazione di differenza la posso fare con tutti gli uomini che incontro, e
richiede di essere valutata con altri parametri.
Occorre un cambiamento di ottica, una visione nuova della relazione per mettersi
di fronte all'altro o all'altra perché l'altro/a c'è, perché esiste,
perché non puoi farne a meno, anche se non ti piace, se non hai legami
di sangue, non è tuo parente e momentaneamente non sai nemmeno che cosa
farne.
E' un conflitto continuo prima di tutto con se stessi e poi con il differente.
Infatti la relazione di differenza si pratica, dopo aver constatato che la
natura ci ha fatti donna e uomo, con lo scambio consapevole di essere differenti
e irriducibili l'una all'altro e viceversa, e che abitiamo la stessa unica
terra, e che dobbiamo starci insieme se vogliamo starci. Al mondo.
Io dico che inizialmente, da giovanissima, ho cominciato a vedere che l'altro
era un uomo possibile quando mi sono sentita attratta, quando mi piaceva, quando
mi sono accorta di piacergli e potevo ipotizzare la possibilità di fare
coppia. Da tanti anni non mi appartiene più questo modo di vivere la
relazione che era ed è il frutto della cultura corrente. Questa cultura,
in linea di massima, regge ancora bene per uomini e per donne che non sentono
la necessità di mettere in discussione il loro rapporto e quindi si
guardano bene di andare oltre con la ricerca.
Attraverso il confronto si potrà capire meglio come gli uomini vivono
questo cambiamento di visione della relazione tra uomini e donne, saranno loro
a dirlo.
Uomini e donne che si amano con gratitudine
Intanto io, noi donne ci chiediamo come possiamo amare gli uomini, quegli
uomini che, con l'assecondarli, spesso pensiamo di amarli e speriamo nel miracolo
dell'amore e che invece imbarbariscono sempre di più; come possiamo
amare un'umanità maschile che lasciata a se stessa ci sta portando alla
rovina?
E che amore chiediamo agli uomini, prima che a quelli indistinti o distanti,
a questi che sono qui oggi, che ci permettono di chiedere, perché ci
ascoltano, perché sono presenti, perché da questi uomini già ci
sentiamo amate in qualche modo, perché credono e si lasciano interpellare
dalle parole che provengono dall'amore di questa nostra differenza femminile?
Donne e uomini devono imparare ad amarsi reciprocamente nella loro differenza
e con gratitudine, se vogliono fermare la distruzione del mondo. Un cambiamento
di civiltà, un nuovo orizzonte lo creano donne e uomini insieme, accogliendo
e amando le due differenze.
Grazie di cuore a tutte, a tutti, grazie che ci siete.
Spinea, Asolo 11/12 Giugno 2005