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E' successo ad Asolo

a cura di Carla Turola

L'11 e il 12 giugno, presso l'Istituto delle suore Dorotee di Asolo, si è tenuto l'undicesimo Convegno annuale dell'Associazione "Identità e Differenza" di Spinea (VE).

Il titolo : Amore conflitto e azzardo politico : donne e uomini per un nuovo orizzonte simbolico.

Prosegue così, in maniera sempre più approfondita e allargata, la ricerca e lo scambio sulla politicità della relazioni tra donne e uomini.
La formula del convegno è quella collaudata da molti anni e a cui, noi di I.eD. teniamo molto. Oltre al dibattito in assemblea sul tema prescelto, ci sono momenti altrettanto importanti:
momenti di riflessione personale, e di convivialità. Si mangia insieme, si ascoltano musica e canzoni (quest'anno con il coro femminile Harmonia e il coro di voci bianche Piccola Harmonia di Marghera). Si chiacchiera la sera in giardino. Tutte queste dimensioni servono a relazionarci e ad elaborare meglio quello che ci diciamo in assemblea. Soprattutto servono a darci la dimensione pratica e non solo teorica della relazione.
Negli ultimi anni Asolo è diventato anche uno dei luoghi delle Città Vicine, uno degli appuntamenti dove avvengono scambi di esperienze e di idee tra chi, in contesti e situazioni diverse, si riconosce nella stessa pratica politica e negli stessi riferimenti teorici.

Molte le invitate e gli invitati (52 partecipanti). Siamo state/i particolarmente felici della partecipazione di Sr Natalina Zanatta che per due anni non era potuta intervenire.

L'incontro è stato aperto dai saluti di Sr. Grazia Schivardi, madre superiora nella Casa di Spiritualità che ci ospita, e da quelli di Carla Turola di I.eD. che ha sottolineato il valore dell'ospitalità delle suore Dorotee: non lo consideriamo un accessorio o una cornice del convegno ma una pratica di accoglienza che si integra perfettamente con le pratiche di relazione che sono la politica che vogliamo promuovere.

Adriana Sbrogiò, presidente dell'Associazione, ha aperto i lavori del convegno con un suo contributo di riflessione. Ne pubblichiamo il testo: La Questione fondamentale


Il dibattito è stato intenso e fitto di interventi (circa 60). E' impossibile farne brevemente un resoconto dettagliato poiché i temi e gli aspetti affrontati sono molteplici. Veramente siamo state/i in presenza di un universo attraversato dalla differenza sessuale, abitato dalla pluralità dell'essere donna e dalla pluralità dell'essere uomo. Per la conoscenza completa del dibattito rimandiamo alla pubblicazione degli atti del convengo che speriamo di poter attuare dopo l'estate.

Segnaliamo per adesso alcune questioni che sono emerse e che ci sembrano particolarmente importanti e sulle quali torneremo a riflettere e a discutere nei prossimi mesi. L'impressione generale è che ci sia stata più che negli anni passati la volontà di dirsi il vero, sentendo la necessità di mettere in gioco anche le parti oscure, le zone di non libertà, le parti scheletriche che causano paure e diffidenze reciproche.

Si sono registrate posizioni diverse sul grado di "necessità" delle relazioni di differenza. Molti interventi hanno posto l'accento sulla qualità e sul significato dell'interesse reciproco tra donne e uomini che non è dato per scontato.

E' stato ribadito che il conflitto relazionale tra i sessi non può essere distruttivo ma rispettoso della differenza. Bisogna privilegiare la relazione e non il punto di vista. Hanno avuto risalto alcuni aspetti della dinamica conflittuale.
Da alcune, a cominciare da Adriana Sbrogiò nella sua introduzione, è sentito come necessario, anche per sentirsi più libere, passare dal risentimento ad una pratica di perdono e di promessa d'amore. Tema, questo del perdonarsi, ripreso da molti e molte negli interventi, con sfaccettature molto diverse e problematiche. Così anche il tema dell'amore: una disposizione amorosa che permetta di configgere senza distruggersi. In merito all'amore come movente relazionale, è parsa evidente una certa difficoltà. C'è un'ottusità maschile di fronte all'offerta femminile ( ha fatto notare un partecipante). L'interesse maschile per le donne abbisogna di una mediazione sentita come materno autorevole ma che nello stesso tempo metta gli uomini al riparo dalla paura di un'ombra materna invadente e fagocitante.
Ma non tutte le donne hanno atteggiamenti di cura materna nei confronti degli uomini. Verso queste, gli uomini, hanno interesse? E se sì, di che tipo?

L'interesse delle donne è soprattutto verso quegli uomini che stanno attuando un esodo dalla politica del potere, con i quali condividere la cura del mondo in cui viviamo insieme. Si tratta degli uomini che si sono rivolti alla politica della differenza, molti dei quali erano presenti ad Asolo. Questo esodo è la premessa necessaria per le relazioni di differenza, ma nessuna/o si è nascosta/o le molte difficoltà.

Per gli uomini questo percorso significa soprattutto fare i conti non solo con la storia ma con la propria biografia. Viene sentito necessario ripensare al significato di "paternità" anche andando a rivedere il rapporto con il padre.
Anche molte donne auspicano che gli uomini riflettano sulla loro sessualità e sul rapporto di questa con il potere-dominio e con la guerra. Continuano purtroppo ad esistere aspetti inquietanti - che diventano per le donne imperdonabili e che, anzi, possono muovere a sentimenti di vendetta - come quelli dello stupro e della prostituzione. Nel migliore dei casi alimentano la diffidenza femminile verso gli uomini.

Attraverso una serie di azzardi, in cui ognuna ognuno si mette in gioco nella relazione con l'altra/o, inizia a disegnarsi un comune orizzonte simbolico anche trovando le parole per esprimere il proprio cambiamento.
Bisogna continuare a lavorare creando nuove pratiche e costruendo teorie perché l'esperienza di relazione tra donne e uomini possa diventare un dato pubblico, un orizzonte in cui vanno a collocarsi morale, politica, economia, diritto, ecc.

Quanto abbiamo riferito è un tentativo di sintesi di ciò che è successo, quest'anno ad Asolo. Ospitiamo volentieri contributi, lettere, osservazioni di chi ha partecipato al convegno e non.