L'uso del potere, inteso come "possibilità di far andare le cose come si vuole, come si ritiene sia buono" (Marco C.) seguendo i propri desideri, è un passaggio obbligato nel percorso di ricerca della libertà femminile. E' un passaggio obbligato perché credo che la modalità di gestire il potere che in genere hanno utilizzato le donne, io per prima, e che tuttora molte donne usano, è una modalità nella quale il potere per poter esistere deve essere mascherato, occultato, non spiegato; il più delle volte il potere viene talmente ben celato da non essere riconosciuto come tale neanche da chi lo esercita.
Quali sono stati per me i travestimenti che il potere ha assunto e attraverso i quali ho esercitato inconsapevolmente il mio potere. Primo fra tutti il SERVIZIO. Essere sempre disponibile, porre le esigenze degli altri sempre al primo posto, anticipare i desideri delle persone che avevo vicino ed esaudirli, creare in loro l'abitudine e in qualche modo la necessità della mia presenza, in parole povere creare dipendenza. Altro travestimento è la SEDUZIONE. Spesso releghiamo la seduzione alla sfera erotica e sessuale, in realtà è uno strumento che io ho utilizzato nella mia vita soprattutto per essere accettata e amata il più delle volte al di là dell'interesse erotico o amoroso. Questo uso distorto, erroneamente inteso, della seduzione ha causato pesanti fraintendimenti nelle mie relazioni con gli uomini che ho quasi sempre attribuito al desiderio monotematico maschile. Non che questo fosse assente, ma la cosa più grave era che anch'io, alla fine, identificavo il mio desiderio di accettazione e comprensione con un desiderio erotico.
Riprendo ciò che ha detto Luisella C., la volta scorsa, quando ha affermato che c'è grande inconsapevolezza dentro ai rapporti di coppia, c'è un potere esercitato con scambio reciproco. La decadenza del sistema patriarcale credo contribuisca a mettere a nudo questa inconsapevolezza togliendo senso ai ruoli prestabiliti e codificati. Questa crisi può essere vitale e creativa se diventa l'occasione per cogliere fino in fondo le ambiguità, le distorsioni che questo sistema ha creato sia per le donne che per gli uomini. Non credo si possa parlare del potere delle donne senza che questo ricada pesantemente nella gestione quotidiana delle relazioni di coppia e più in generale delle relazioni tra uomini e donne; nella mia esperienza di relazione di coppia questo è stato ed è tuttora la fatica maggiore perché come ha detto Elsa C., quando una donna esprime chiaramente la sua posizione molto spesso l'uomo si sente svalutato, sminuito e non riesce ad accettare questa "nuova " modalità femminile.
Mi sono chiesta come mai molti di noi danno alla parola potere, che ritengo neutra se non è contestualizzata e precisata, una connotazione negativa. Come mai si dice, per esempio nei confronti dei figli, di non esercitare un potere, ma di avere una funzione di guida. lo credo che per molte persone la percezione che hanno del ruolo che esercitano è davvero lontana dall'uso del potere così come loro lo intendono. Questo però non significa che le persone verso le quali si esercita questo ruolo di guida o di servizio non lo sentano come un modo perverso per far fare loro ciò che non desiderano o che non ritengono giusto. Se è vero che esercito nei confronti dei miei figli un ruolo di guida è altrettanto vero che esercito su di loro un potere al quale sono costretti a sottostare. Forse è banale, ma con mia figlia il rapporto è migliorato da quando io non ho più paura di spiegare che si può discutere su tutto e valutare ogni cosa, ma che l'ultima parola spetta a noi genitori; il potere "spiegato", come l'ha definito Donatella D. all'ultima riunione tra donne, mi sembra una pratica interessante e produttiva sulla quale continuare a ragionare insieme.
Spinea, 19 Dicembre 2005