Ho sempre avuto un cattivo rapporto con il “potere”, soprattutto
nei confronti di chi lo esercita in modo negativo. Quello che non riesco a
sopportare è chi fa uso del potere per il proprio tornaconto, e per
sopraffare gli altri, la competizione e i giochi di potere. Tutto ciò mi
sfianca e mi dà la nausea.
Per queste ragioni nell’arco della mia vita, quando sono venuta a contatto
con persone che usavano in questo modo il potere, mi sono sempre ritratta,
lasciando libero spazio a chi adopera l’arroganza e lasciandomi sopraffare.
Quello che mi ha sempre stupita é il riconoscimento da parte di più persone
di una certa autorevolezza che non credevo di avere.
In questi ultimi anni mi è stato chiesto di ricoprire un ruolo di potere
per aiutare una persona, solo in questo caso mi sono sentita di acconsentire
in via provvisoria. Successivamente mi sono trovata ad essere “usata” dalla
stessa, a questo punto mi sono opposta non lasciandomi sopraffare, ma ho deciso
di trasformare la temporaneità del mio potere in permanenza.
Ho maturato questa decisione perché ho preso consapevolezza di me e
del mio desiderio profondo, grazie all’aiuto ricevuto dagli incontri
politici avvenuti tra donne, e tra uomini e donne di “Identità e
Differenza” ed alla relazione che ho con Adriana. Ho riflettuto sul fatto
che, se persone come me lasciano sempre lo spazio a chi gestisce il potere
nel modo tradizionale, non si riesce a far conoscere un altro modo di esercitarlo.
Infatti per renderlo pubblico è necessario metterlo in pratica.
Come cerco di esercitare il potere é nel seguente modo:
Questa modalità di agire ha creato non pochi problemi perché la
maggior parte delle persone preferisce essere esecutori passivi anzichè agire
in modo attivo, poiché questo richiede un impiego/spreco notevole di
energie senza ricavare alcun “profitto”.
Alcuni preferiscono essere spettatori per poter liberamente criticare e lamentarsi
senza esserne coinvolti. Altri avendo, un’alta stima di sé, si
pongono su di un piedistallo e non riescono a inserirsi nel gruppo.
In questi ultimi mesi è arrivata una nuova dirigente donna che, a differenza
di altri, ha dichiarato di provare piacere a comandare, di desiderare di dare
un servizio alla popolazione, di applicare correttamente le regole per una
giusta uniformità ed eguaglianza. Ha richiesto la collaborazione di
altre donne per poter formare una squadra di lavoro dove condividere, confrontarsi
e sostenersi a vicenda. Lei si schiera al nostro fianco nel portare avanti
le linee condivise. Non è affiliata a nessun partito politico per poter
garantire la qualità del suo servizio e non dover prendere ordini di
scuderia. Essendoci affinità di idee e rispetto reciproco, ho accettato
di mettermi in gioco e di entrare nella vita pubblica. Sarà dura perché andare
contro corrente non è affatto facile. Infatti si sono già verificati
ostacoli ai lavori di inizio…
Sono convinta che nel mio tentativo commetterò tanti errori, ma sono
pronta a correggermi e a mettermi in discussione in qualsiasi momento. Spero
anche, in questo modo, di dare speranza e di coinvolgere chi si è sempre
lasciato sopraffare. Spero di dare il mio contributo per un mondo ‘altro’.
Spinea, 17 Febbraio 2006