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Che cosa penso del potere e come lo esercito?

di Emanuela Gastaldi

Ho sempre avuto un cattivo rapporto con il “potere”, soprattutto nei confronti di chi lo esercita in modo negativo. Quello che non riesco a sopportare è chi fa uso del potere per il proprio tornaconto, e per sopraffare gli altri, la competizione e i giochi di potere. Tutto ciò mi sfianca e mi dà la nausea.
Per queste ragioni nell’arco della mia vita, quando sono venuta a contatto con persone che usavano in questo modo il potere, mi sono sempre ritratta, lasciando libero spazio a chi adopera l’arroganza e lasciandomi sopraffare.
Quello che mi ha sempre stupita é il riconoscimento da parte di più persone di una certa autorevolezza che non credevo di avere.
In questi ultimi anni mi è stato chiesto di ricoprire un ruolo di potere per aiutare una persona, solo in questo caso mi sono sentita di acconsentire in via provvisoria. Successivamente mi sono trovata ad essere “usata” dalla stessa, a questo punto mi sono opposta non lasciandomi sopraffare, ma ho deciso di trasformare la temporaneità del mio potere in permanenza.
Ho maturato questa decisione perché ho preso consapevolezza di me e del mio desiderio profondo, grazie all’aiuto ricevuto dagli incontri politici avvenuti tra donne, e tra uomini e donne di “Identità e Differenza” ed alla relazione che ho con Adriana. Ho riflettuto sul fatto che, se persone come me lasciano sempre lo spazio a chi gestisce il potere nel modo tradizionale, non si riesce a far conoscere un altro modo di esercitarlo. Infatti per renderlo pubblico è necessario metterlo in pratica.
Come cerco di esercitare il potere é nel seguente modo:

Questa modalità di agire ha creato non pochi problemi perché la maggior parte delle persone preferisce essere esecutori passivi anzichè agire in modo attivo, poiché questo richiede un impiego/spreco notevole di energie senza ricavare alcun “profitto”.
Alcuni preferiscono essere spettatori per poter liberamente criticare e lamentarsi senza esserne coinvolti. Altri avendo, un’alta stima di sé, si pongono su di un piedistallo e non riescono a inserirsi nel gruppo.
In questi ultimi mesi è arrivata una nuova dirigente donna che, a differenza di altri, ha dichiarato di provare piacere a comandare, di desiderare di dare un servizio alla popolazione, di applicare correttamente le regole per una giusta uniformità ed eguaglianza. Ha richiesto la collaborazione di altre donne per poter formare una squadra di lavoro dove condividere, confrontarsi e sostenersi a vicenda. Lei si schiera al nostro fianco nel portare avanti le linee condivise. Non è affiliata a nessun partito politico per poter garantire la qualità del suo servizio e non dover prendere ordini di scuderia. Essendoci affinità di idee e rispetto reciproco, ho accettato di mettermi in gioco e di entrare nella vita pubblica. Sarà dura perché andare contro corrente non è affatto facile. Infatti si sono già verificati ostacoli ai lavori di inizio…
Sono convinta che nel mio tentativo commetterò tanti errori, ma sono pronta a correggermi e a mettermi in discussione in qualsiasi momento. Spero anche, in questo modo, di dare speranza e di coinvolgere chi si è sempre lasciato sopraffare. Spero di dare il mio contributo per un mondo ‘altro’.

Spinea, 17 Febbraio 2006