﻿{"id":311,"date":"2016-01-14T07:29:01","date_gmt":"2016-01-14T07:29:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.identitaedifferenza.it\/prova\/?page_id=311"},"modified":"2016-01-14T07:29:01","modified_gmt":"2016-01-14T07:29:01","slug":"la-violenza-contro-le-donne-ci-riguarda","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.identitaedifferenza.it\/?page_id=311","title":{"rendered":"La violenza contro le donne ci riguarda"},"content":{"rendered":"<p>Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. Con dati allarmanti anche nei paesi \u201cevoluti\u201d dell\u2019Occidente democratico. Violenze che vanno dalle forme pi\u00f9 barbare dell\u2019omicidio e dello stupro, delle percosse, alla costrizione e alla negazione della libert\u00e0 negli ambiti familiari, sino alle manifestazioni di disprezzo del corpo femminile. Una recente ricerca del Consiglio d\u2019Europa afferma che l\u2019aggressivit\u00e0 maschile \u00e8 la prima causa di morte violenta e di invalidit\u00e0 permanente per le donne in tutto il mondo. E tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche..<\/p>\n<p>Siamo di fronte a una recrudescenza quantitativa di queste violenze? Oppure a un aumento delle denunce da parte delle donne?<br \/>\nResta il fatto che esiste ormai un\u2019opinione pubblica e un senso comune, che non tollera pi\u00f9 queste manifestazioni estreme della sessualit\u00e0 e della prevaricazione maschile.<br \/>\nChi lavora nella scuola e nei servizi sociali sul territorio denuncia poi una situazione spesso molto critica nei comportamenti degli adolescenti maschi, pi\u00f9 inclini delle loro coetanee femmine a comportamenti violenti, individuali e di gruppo.<\/p>\n<p>Forse il tramonto delle vecchie relazioni tra i sessi basate su una indiscussa supremazia maschile provoca una crisi e uno spaesamento negli uomini che richiedono una nuova capacit\u00e0 di riflessione, di autocoscienza, una ricerca approfondita sulle dinamiche della propria sessualit\u00e0 e sulla natura delle relazioni con le donne e con gli altri uomini.<\/p>\n<p>La rivoluzione femminile che abbiamo conosciuto dalla seconda met\u00e0 del secolo scorso ha cambiato radicalmente il mondo.<br \/>\nSono mutate prima di tutto le nostre vite, le relazioni familiari, l\u2019amicizia e l\u2019amore tra uomini e donne, il rapporto con figlie e figli. Sono cambiate consuetudini e modi di sentire. Anche le norme scritte della nostra convivenza registrano, sia pure a fatica, questo cambiamento.<\/p>\n<p>L\u2019affermarsi della libert\u00e0 femminile non \u00e8 una realt\u00e0 delle sole societ\u00e0 occidentali. Il moto di emancipazione e liberazione delle donne si \u00e8 esteso, con molte forme, modalit\u00e0 e sensibilit\u00e0 diverse, in tutto il mondo.<br \/>\nLa condizione della donna torna in modo frequente nelle polemiche sullo \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d che sarebbe in atto nel mondo. Noi pensiamo che la logica della guerra e dello \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d pu\u00f2 essere vinta solo con un \u201ccambio di civilt\u00e0\u201d fondato in tutto il mondo su una nuova qualit\u00e0 del rapporto tra gli uomini e le donne.<\/p>\n<p>Oggi attraversiamo una fase contraddittoria, in cui sembra manifestarsi una<br \/>\nlarga e violenta \u201creazione\u201d contraria al mutamento prodotto dalla rivoluzione femminile. La violenza fisica contro le donne pu\u00f2 essere interpretata in termini di continuit\u00e0, osservando il permanere di un\u2019antica attitudine maschile che forse per la prima volta viene sottoposta a una critica sociale cos\u00ec alta, ma anche in termini di novit\u00e0, come una \u201crisposta\u201d<br \/>\nnel quotidiano alle mutate relazioni tra i sessi.<br \/>\nUn altro sintomo inquietante \u00e8 il proliferare di mentalit\u00e0 e comportamenti ispirati da fondamentalismi di varia natura religiosa, etnica e politica, che si accompagnano sistematicamente a una visione autoritaria e maschilista del ruolo della donna. Queste stesse tendenze sono per\u00f2 attualmente sottoposte a una critica sempre pi\u00f9 vasta, soprattutto \u2013 ma non esclusivamente \u2013 da parte femminile<\/p>\n<p>La recente cronaca italiana ci ha offerto alcuni casi drammatici, eclatanti che rivelano anche modi diversi di accanirsi sul corpo e sulla mente femminile.<br \/>\nUna ragazza incinta viene seppellita viva dall\u2019amante, che non vuole affrontare il probabile scandalo. Un fratello insegue e uccide la sorella, rea di non aver obbedito al diktat matrimoniale della famiglia. Un immigrato pakistano uccide la figlia, aiutato da altri parenti maschi, perch\u00e9 non segue i costumi sessuali etnici e religiosi della comunit\u00e0. In alcune citt\u00e0 si susseguono episodi di stupro da parte di giovani immigrati ma anche di maschi italiani. Sono italiani gli stupratori di una ragazza lesbica a Torre del Lago. Italiano l\u2019assassino che a Parma ha ucciso con otto coltellate la ex fidanzata, che perseguitava da qualche anno. Ultimo caso di una lunga scia di delitti commessi in questi ultimi anni in Italia da uomini contro le ex mogli o fidanzate, o contro compagne in procinto di lasciarli.<\/p>\n<p>Il clamore e lo scandalo sono alti. In un contesto di insicurezza (in parte reale, in parte enfatizzata dai media e da settori della politica), di continua emergenza e paura per le azioni del terrorismo di matrice islamica e per le contraddizioni prodotte dalla nuova dimensione dei flussi di immigrazione, nel dibattito pubblico la matrice della violenza patriarcale e sessuale \u00e8 stata spesso riferita a culture e religioni diverse dalla nostra.<\/p>\n<p>Molte voci per\u00f2 hanno insistito giustamente sul fatto che anche la nostra societ\u00e0 occidentale non \u00e8 stata e non \u00e8 a tutt\u2019oggi immune da questo tipo di violenza. E\u2019 anzi possibile che il rilievo mediatico attribuito alla violenza sessuale che viene dallo \u201cstraniero\u201d risponda a un meccanismo inconscio di rimozione e di falsa coscienza rispetto all\u2019esistenza di questo stesso tipo di violenza, anche se in diversi contesti culturali, nei comportamenti di noi maschi occidentali.<br \/>\nSi \u00e8 parlato dell\u2019esigenza di un maggiore ruolo delle istituzioni pubbliche, sino alla costituzione come parti civili degli enti locali e dello stato nei processi per violenze contro le donne. Si \u00e8 persino messo sotto accusa un ipotetico \u201csilenzio del femminismo\u201d di fronte alla moltiplicazione dei casi di violenza.<\/p>\n<p>Noi pensiamo che sia giunto il momento, prima di tutto, di una chiara presa di parola pubblica e di assunzione di responsabilit\u00e0 da parte maschile. In questi anni non sono mancati singoli uomini e gruppi maschili che hanno cercato di riflettere sulla crisi dell\u2019ordine patriarcale.<br \/>\nMa oggi \u00e8 necessario un salto di qualit\u00e0, una presa di coscienza collettiva.<\/p>\n<p>La violenza \u00e8 l\u2019emergenza pi\u00f9 drammatica.<br \/>\nUna forte presenza pubblica maschile contro la violenza degli uomini potrebbe assumere valore simbolico rilevante. Anche convocando nelle citt\u00e0 manifestazioni, incontri, assemblee, per provocare un confronto reale.<br \/>\nSiamo poi convinti che un filo unico leghi fenomeni anche molto distanti tra loro ma riconducibili alla sempre pi\u00f9 insopportabile resistenza con cui la parte maschile della societ\u00e0 reagisce alla volont\u00e0 che le donne hanno di decidere della propria vita, di significare e di agire la loro nuova libert\u00e0:<\/p>\n<p>Il corpo femminile \u00e8 negato con la violenza.<br \/>\nMa viene anche disprezzato e considerato un mero oggetto di scambio (come ha dimostrato il recente scandalo sulle prestazioni sessuali chieste da uomini di potere in cambio di apparizioni in programmi tv ecc.)<br \/>\nViene rimosso da ambiti decisivi per il potere: nella politica, nell\u2019accademia, nell\u2019informazione, nell\u2019impresa.<br \/>\nLo sguardo maschile \u2013 pensiamo anche alle organizzazioni sindacali \u2013 non vede ancora adeguatamente la grande trasformazione delle nostre societ\u00e0 prodotta negli ultimi decenni dal massiccio ingresso delle donne nel mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Chiediamo che si apra finalmente una riflessione pubblica tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle universit\u00e0, nei luoghi della politica e dell\u2019informazione, nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Una riflessione comune capace di determinare una sempre pi\u00f9 riconoscibile svolta nei comportamenti concreti di ciascuno di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. 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