﻿{"id":355,"date":"2015-10-24T08:24:15","date_gmt":"2015-10-24T08:24:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.identitaedifferenza.it\/prova\/?p=355"},"modified":"2016-02-07T09:23:28","modified_gmt":"2016-02-07T09:23:28","slug":"maschi-e-femmine-a-che-punto-siamo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.identitaedifferenza.it\/?p=355","title":{"rendered":"Maschi e femmine &#8211; a che punto siamo"},"content":{"rendered":"<p>di Gianni Ferronato<\/p>\n<p>In questi ultimi decenni, dopo l\u2019avvento del femminismo nelle nostre societ\u00e0, una delle novit\u00e0 nella relazione donne-uomini \u00e8 che finalmente si parla, anche pubblicamente, della violenza maschile contro le donne. Questo significa, secondo me, non tanto che ci sia un aumento della violenza maschile sulle donne quanto piuttosto che la societ\u00e0, uomini compresi, non la ritiene pi\u00f9 normale. C\u2019\u00e8 qualcosa che non va negli uomini per non riuscire a ricomporre gli inevitabili conflitti della convivenza umana senza ricorrere alla violenza. In Italia la situazione vista dai fatti di cronaca sembra sconfortante. Ogni due giorni in media un femminicidio o un\u2019aggressione grave ai danni di una donna da parte di partners, ex, padri, o fratelli. Ma questa \u00e8 solo la punta dell\u2019iceberg di una violenza sommersa che affonda le sue radici in quel sistema di sfruttamento e di sottomissione delle donne che \u00e8 il patriarcato. Se nessuno te lo fa notare questo sistema sembra normale e naturale. Invisibile, come l\u2019aria che respiriamo.<br \/>\nIo mi accorsi a 40 anni, su insistenza di un\u2019amica, che quand\u2019ero giovane in casa, a lavare i piatti e a cucinare, erano sempre e solo le donne, pur avendo esse molti altri compiti da fare. Pi\u00f9 in generale mi accorsi di quanta ingiustizia ci fosse nelle relazioni tra i sessi, nell\u2019accesso allo studio o al lavoro pagato, nella ripartizione tra maschi e femmine del lavoro di cura e di tutti quei lavori non pagati ma necessari alla vita.<br \/>\nLa prima ingiustizia essendo quella che nega alle donne una libera soggettivit\u00e0 e le pensa con un pensiero maschile che pretende di essere neutro e universale. La relazione con loro diventa proprietaria e quando entrano in gioco anche i sentimenti e le emozioni pu\u00f2 diventare anche pericolosa. In questo sistema ingiusto c\u2019\u00e8 anche molta complicit\u00e0 femminile come ha mostrato la psicanalisi a proposito del rapporto madre-figlio maschio, ma anche il senso comune a proposito della seduzione femminile considerata come l\u2019equivalente del potere maschile. Questa complicit\u00e0, di cui \u00e8 bene secondo me si occupino soprattutto le donne, d\u00e0 loro anche dei piccoli tornaconti. A me interessa invece il rovescio della medaglia del potere maschile e dei suoi indubbi privilegi. L\u2019obbligo di primeggiare, la fatica di competere, la necessit\u00e0 di fingere, il controllo o la narcosi dei sentimenti e delle emozioni, il sentimento di doversi sobbarcare il peso del mondo occupando tutto lo spazio pubblico, spesso il sentimento di un corpo non desiderabile e l\u2019illusione di poter comprare l\u2019amore. Quello che sta accadendo tra gli uomini in occidente \u00e8 appunto questo. Semplicemente ci accorgiamo che quel modo di essere uomini non \u00e8 pi\u00f9 attraente come un tempo. Oltre a essere gravemente ingiusto nei confronti delle donne proprio non ci conviene. Quando mi accorsi di questo fu come se mi fossi liberato di una corazza che invece di proteggermi mi ingabbiava.<br \/>\nMi resi conto anche di non essere sempre stato innocente, come quando da giovane senza permesso allungai la mano sul corpo di una donna, oppure quando fui quasi sul punto di passare all\u2019amore mercenario preso dallo sconforto per la solitudine affettiva, oppure quando alzavo il tono di voce senza rendermi conto che, se fatto da un maschio nei confronti di una donna diventa sempre una minaccia pesante. In ogni caso sentivo dentro di me che queste cose non andavano bene, ma siccome quasi tutti facevano cos\u00ec, mi sentivo in qualche modo autorizzato a fare altrettanto. E a proposito del tono di voce, mi resi conto in particolare che non c\u2019\u00e8 solo la violenza oggettiva, conclamata, quella che si pu\u00f2 portare in tribunale. C\u2019\u00e8 anche una percezione soggettiva della violenza che solo la vittima pu\u00f2 descrivere, mentre l\u2019autore spesso nega o minimizza. Nessuno di noi maschi pu\u00f2 tirarsi fuori da una qualche forma di complicit\u00e0. La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la parola e l\u2019impegno come uomini recitava il titolo di un appello dell\u2019Ass. nazionale Maschile Plurale del 2009.<br \/>\nNon si tratta qui solo di fare mea culpa ma soprattutto di renderci conto di cosa ci siamo persi di bello e interessante limitandoci a mostrare i muscoli e a fare la voce grossa. Io, per es.\u00a0 avrei perso l\u2019infanzia dei miei figli e la possibilit\u00e0 di una relazione decente con loro se a un certo punto, spinto fortemente da mia moglie, non avessi posto un limite al mestiere, a quel modo tipicamente maschile di farsi occupare la vita intera dal lavoro.\u00a0 Abbiamo bisogno di un salto di consapevolezza, di una rivoluzione simbolica che ci permetta di recuperare il senso del limite e il sentimento della dipendenza senza i quali sarebbe inevitabile la guerra di tutti contro tutti, non solo la guerra dei maschi contro le femmine. Una rivoluzione simbolica che io ritengo condizione necessaria anche per l\u2019efficacia di ogni percorso psicologico per andare oltre la violenza.<br \/>\nViviamo un periodo storico molto rischioso. Scomparse le societ\u00e0 pacifiche esistite o vagheggiate nella preistoria umana oggi tutte le societ\u00e0 sono pervase da violenze e sfruttamento di ogni tipo. In qualche modo siamo tutti discendenti di popoli \u201cgenocidari\u201d. Ma il modello basico di ogni violenza \u00e8 gi\u00e0 tutto nella struttura piramidale delle relazioni in cui le donne e gli schiavi sono all\u2019ultimo gradino. La democrazia non fa eccezione perch\u00e9 proprio sull\u2019esclusione delle donne e degli schiavi oltre che da una guerra contro la minoranza \u00e8 nata, ad Atene nel 399 ac. E\u2019 vero che in ampie zone del pianeta le donne hanno guadagnato spazi di libert\u00e0 un tempo impensabili. Ma \u00e8 anche vero, credo, che questi spazi non sono guadagnati per sempre. Da una parte in occidente sta montando una reazione maschile revanchista che non intende minimamente rimettere in discussione i modelli tradizionali e che considera gli uomini che su questi temi riflettono, fanno percorsi, dialogano con le donne, o plagiati o traditori, zerbini delle femministe. Fa parte di questa ondata anche la polemica pretestuosa sull\u2019inesistente teoria o ideologia \u201cgender\u201d promossa da ambienti fondamentalisti cattolici o \u201cteo-con\u201d. Forse sta montando anche un inedito fondamentalismo maschilista. Dall\u2019altra in molte zone della terra la tradizionale sottomissione delle donne perpetua un regime di maternit\u00e0 forzate che anche l\u2019occidente ha conosciuto fino a 50 anni fa. Il tema della libera maternit\u00e0 richiama quello della sessualit\u00e0 maschile.\u00a0 Sessualit\u00e0 che ancora oggi, anche tra i giovani, viene vissuta spesso in modo banale e irresponsabile sia sul versante dei sentimenti che su quello delle conseguenze sul corpo della donna.\u00a0 La sessualit\u00e0 femminile viene pensata, piegata e distorta secondo un immaginario erotico che gli uomini attribuiscono anche alle donne.\u00a0 Che poi spesso vengono lasciate sole davanti al dramma-dilemma maternit\u00e0-aborto. Alcune femministe cattoliche giustamente hanno fatto notare che il recente invito di Papa Francesco ai parroci di dare il perdono in confessione alle donne che hanno fatto aborto e a coloro che le hanno aiutate (se sinceramente pentite\/i) nulla dice a proposito del mandante del delitto di aborto di cui all\u2019art. 1398 del codice di diritto canonico anche se l\u2019art. non precisa chi sia (potrebbe essere il partner che non vuole accollarsi la fatica di crescere un figlio, oppure un padre che caccia via di casa la figlia minorenne per il disonore\u2026) \u201cSostanzialmente un\u2019altra conferma che l\u2019uomo \u00e8 autorizzato all\u2019irresponsabilit\u00e0 riproduttiva, come quando il rappresentante del Vaticano nega il voto alle delibere internazionali sui \u201cdiritti riproduttivi\u201d. Un\u2019altra conseguenza di questa forma della sessualit\u00e0 maschile, specie se abbinata all\u2019esclusione delle donne dalla cultura e dagli studi, \u00e8 uno squilibrio permanente della demografia con un eccesso di bocche da sfamare rispetto alle risorse disponibili. Il copione finora seguito dall\u2019umanit\u00e0 \u00e8 l\u2019emigrazione di massa, o con la modalit\u00e0 della colonizzazione ed eventuale genocidio dei nativi, o con la fuga dalle guerre e dalla miseria confidando nel buon cuore della gente da cui si approda. Riusciremo noi europei\/e, discendenti degli europei che hanno compiuto il genocidio dei nativi americani, a risolvere in modo pacifico e non esclusivo il dramma di questa gente condannata a fuggire dalla loro terra a causa delle guerre e della miseria che anche noi abbiamo contribuito a generare? La soluzione, se c\u2019\u00e8, non pu\u00f2 che essere globale. Per le donne, tutte le donne, l\u2019accesso ad una soggettivit\u00e0 libera pensata con pensieri e sensibilit\u00e0 femminili, per gli uomini prima di tutto la rinuncia alla violenza (con la stessa pregnanza semantica che c\u2019\u00e8 nelle promesse battesimali) perch\u00e9 anche il fatto simbolico ha la sua importanza. Ma poi anche la ricerca di un modo di stare al mondo oltre le nostre ataviche paure e pi\u00f9 in sintonia con i nostri desideri profondi che stanno tutti in parole come fiducia, amore, passione, bellezza, condivisione, conoscenza, riconoscenza, gratitudine, felicit\u00e0 ecc&#8230; Ci riusciremo? Io non dispero. E\u2019 vero che i maschi umani condividono con altri mammiferi una maggior dose di aggressivit\u00e0, \u00e8 vero che i maschi hanno un livello di testosterone molto pi\u00f9 alto delle femmine ma \u00e8 anche vero che alcuni uomini, e non pochissimi, hanno saputo, in ogni cultura, trasformare l\u2019aggressivit\u00e0 in forza pacifica, forza che non teme altri punti di vista, forza che non teme di rimettere in discussione la propria identit\u00e0, forza che sa cogliere i propri limiti e le proprie mancanze. E\u2019 questa la forza maschile che permette ad Eros di riprendere la sua opera creatrice negli incessanti cambiamenti della realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianni Ferronato In questi ultimi decenni, dopo l\u2019avvento del femminismo nelle nostre societ\u00e0, una delle novit\u00e0 nella relazione donne-uomini \u00e8 che finalmente si parla, anche pubblicamente, della violenza maschile contro le donne. 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