La Differenza alla prova del mondo – Identità e Differenza

La Differenza alla prova del mondo

di Doranna Lupi e Carla Galetto

Il 21-22 Maggio si è tenuto a Torreglia (PD) il convegno di Identità e Differenza, rete nazionale di donne e uomini in relazione di differenza, sul tema Donne e Uomini La differenza alla prova del mondo.

Il tema affrontato, da donne che hanno a cuore la differenza e la libertà femminile e uomini che cominciano a pensare ad una libertà maschile distante dal potere, è stato quello della neutralizzazione in atto della differenza sessuale

“Se la politica delle donne è già all’opera in quel movimento profondo che produce e sostiene legami, progetti e forme di vita, se la libertà femminile avanza attraverso le vite concrete di donne e uomini e cambia le condizione del vivere di tutti, spesso in questo presente tormentato il senso della differenza inciampa, fin dentro “il femminismo”. Pensiamo alla neutralizzazione della differenza in molti movimenti contemporanei, anche femministi, seguiti dai/dalle più giovani che, nella tendenza all’indifferenziato e nel disegno di una società senza differenza sessuale, vedono un progetto politico di libertà.”(dalla discussione avvenuta nell’incontro preliminare a Torreglia)

Che sia in atto il tentativo di neutralizzare la differenza è fuori di dubbio. Facebook USA invita a scegliere tra 56 differenze di genere. In questo modo i generi si sono liquefatti con possibilità infinite, facendo fuori i corpi e l’identità sessuale.(Laura Colombo) Certo gli stereotipi sessuali sono fonte di grande sofferenza, quindi ben venga il loro superamento ma la differenza sessuale, che è possibile neutralizzare ma non occultare, può tornare nelle maniere più spiazzanti : bullismo e pornografia nelle scuole elementari, i fatti di Colonia, culture che danno molto valore alla differenza sessuale ma si radicalizzano a livello patriarcale, gravidanze surrogate, uomini che reagiscono con violenza alla libertà femminile.

“Sono convinta che si voglia cancellare la differenza sessuale, al tempo stesso siamo su una strada sensata”, sostiene Luisa Muraro, poiché nonostante oggi come oggi i soldi comandano più dei ricchi, la soggettività eccede e ha idee.

Effettivamente c’è una ventata di pessimismo sulle sorti della pratica della differenza, forse troppi grossi problemi rendono questa pratica poco urgente o sofisticata. In realtà l’ISTAT fornisce dei dati incoraggianti per quanto riguarda le donne e il lavoro. A Milano l’occupazione maschile e femminile si sta equiparando anche nei livelli medio-alti, inoltre le donne sono molto presenti nel lavoro autonomo portando idee nuove in una realtà di donne che ha acquistato visibilità anche nei media. Sono di più gli uomini che cercano di neutralizzare la differenza, le donne non rinunciano alla loro libertà (Lia Cigarini).

Le contraddizioni tuttavia sono dentro ad un processo ed è necessario confrontarsi con il mondo globale. “La politica delle donne è la politica, e deve arrivare anche là dove si decidono le sorti delle genti e dell’economia, luoghi apparentemente distanti dove però si annidano contraddizioni e conflitti, in primis quello tra i sessi” . (dalla discussione avvenuta nell’incontro preliminare a Torreglia). Nella cooperazione internazionale ci sono molti casi di operanti che utilizzano la prostituzione, episodi di scambi aiuti-sesso nelle operazioni umanitarie, nelle campagne sociali le rappresentazioni sono sessualmente stereotipate, progetti su cibo, acqua, soldi non si pongono minimamente il problema delle differenza sessuale, il turismo sessuale e la tratta della prostituzione sono in aumento E’ necessario uscire dalla dimensione dell’aiuto, mettersi sullo stesso piano, non appiattire la soggettività su un’identità culturale e ragionare in uno spazio di relazione (Marco Deriu) essendo consapevoli del fatto che anche nei luoghi da dove provengono le donne e gli uomini stranieri ci sono donne che lavorano per la libertà femminile e che proprio nei luoghi delle rovine e delle catastrofi avvengono cose inedite (Claudio Vedovati).

E’ essenziale stare concretamente con i migranti, altrimenti la relazione diventa un contenitore vuoto. La relazione è anche comportamento, postura (Adriana Sbrogiò) quindi va tenuto aperto il disagio per impedire che subentri l’indifferenza. Come diceva M. Zambrano, occorre la capacità di trattare con l’altro/a, mantenendo una relazione viva con le persone, anche con quelle con cui c’è conflitto, non rinunciando a quello che si è guadagnato ma, nello stesso tempo, comunicando. (LucianaTavernini). In ogni caso tutta la vicenda di Maschile Plurale, Identità e Differenza, è stata generativa e se non si riceve più un impulso generativo è opportuno chiedersi il perchè.(Alberto Leiss).

Pinerolo TO, 30 Maggio 2016